Campus Universitario Multimediale



2. Obiettivi e contenuti del progetto

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Il percorso dell’iniziativa

Il Progetto Campus Universitario Multimediale prende l'avvio nel 1997 con la promozione da parte di MxM dello studio curato da Enrico Rodolfi e Claudio Roveda sullo stato di informatizzazione delle Università milanesi e sulle relative prospettive di integrazione.
Sulla base di questa prima riflessione è stato creato un gruppo di lavoro interuniversitario con l’obiettivo di individuare modalità condivisibili e contenuti di interesse comune nella prospettiva della realizzazione di una rete che colleghi le Università milanesi.
Il gruppo di lavoro è coordinato da Alberto Colorni (Politecnico) ed è costituito da Francesco Archetti (Università Statale), Marco de Marco (Università Cattolica), Paolo Paolini (Politecnico), Stefano Renzi (Università Bocconi), Antonio Santangelo (MxM), Maddalena Sorrentino (Università Cattolica) e Vittorio Vegetti (IULM).
Le tappe principali dell’attività del gruppo di lavoro sono state costituite da alcune riunioni svoltesi presso la sede di MxM tra Aprile e Luglio 1998, in relazione agli argomenti di seguito elencati.

Obiettivi e contenuti

Il progetto Campus Universitario Multimediale si propone la creazione di una rete fra le Università milanesi. Tale rete, che potrà naturalmente integrarsi con le reti già esistenti all'interno degli atenei ed anche essere utilizzata per un loro ulteriore potenziamento, si propone come obiettivo prioritario l'ottimizzazione di servizi di interesse comune. Tale ottimizzazione potrebbe essere perseguita attraverso differenti linee di azione, qui indicate:

- La mobilitazione di risorse pubbliche: le sinergie possibili tra le Università in questa direzione sono evidenti, soprattutto a livello comunale, in particolare in virtù dell'inserimento del progetto Campus Universitario Multimediale all'interno del progetto ReMida21.

- La contrattazione di tariffe-canali con i gestori delle telecomunicazioni: nell'attuale situazione di apertura concreta della concorrenza i gestori delle telecomunicazioni sono molto sensibili alle iniziative di valenza metropolitana che hanno il duplice vantaggio di offrire una concentrazione elevata di traffico e dimensioni territoriali attrezzabili in tempi contenuti: la creazione di una controparte coordinata fra le cinque Università porterebbe a significativi vantaggi in termini di costi delle infrastrutture fisiche e di tariffe preferenziali.

- L’impiego integrato di risorse umane e informative: l'esistenza di servizi di interesse comune a tutte le Università potrebbe rendere vantaggiosa la realizzazione di task force interuniversitarie finalizzate alla progettazione e gestione di questi servizi comuni e all'eventuale condivisione di alcune risorse informative mirate, evitando così inutili ridondanze. Le valutazioni emerse dal gruppo di lavoro sulla base del Documento Colorni (vedi Allegato n.1), che proponeva un ventaglio di alternative di servizi attivabili, concordano nel segnalare l’esistenza di tipologie di servizi di interesse comune per le Università milanesi.

Tali servizi, supportabili dalla rete interuniversitaria milanese, si articolano in due filoni:
A. servizi con protocolli standard,
B. servizi con necessità di larga banda.

A. Servizi con protocolli standard
Si tratta di servizi finalizzati a facilitare la circolazione delle informazioni tra i vari atenei in modo da favorire sia la mobilità interuniversitaria degli studenti (dalla partecipazione a corsi integrativi del proprio curriculum fino al cambio di facoltà) che la fruizione delle risorse informative (biblioteche, mediateche, ecc.). Questi servizi sono attivabili in tempi rapidi e con un impegno di risorse contenuto poiché possono utilizzare infrastrutture di rete già disponibili ed essere in parte gestiti con supporti off-line. Gli scambi di informazioni potrebbero riguardare:
- A1. Informazioni "amministrative" L’oggetto di tali scambi potrebbe essere costituito da dati e statistiche su studenti e laureati, programmi e orari, modalità di iscrizione a corsi ed esami, ecc. (in collaborazione o eventuale integrazione del Progetto Strategico della Regione Lombardia “Sviluppo delle infrastrutture per il diritto allo studio”).
- A2. Condivisione delle fonti Benché il problema della condivisione delle biblioteche sia già affrontato sul piano nazionale, a livello locale potrebbero essere comunque attivate alcune iniziative che sfruttino specifiche sinergie della realtà milanese. In particolare risulta riscuotere l’interesse delle Università la creazione di una mediateca comune che, oltre che fungere da “archivio” di materiale multimediale e da riferimento comune per l’organizzazione dell’accesso ad archivi già esistenti, renda effettivamente disponibili i prodotti presso le sedi universitarie. Tale iniziativa potrebbe essere gestita in modo coordinato con il progetto “Mediateca di Santa Teresa” che costituirà la sezione multimediale della Biblioteca Nazionale Braidense (vedi Allegato n.4).
- A3. Database sui progetti UE La realizzazione di una base informativa comune potrebbe agevolare l’accesso di docenti e ricercatori alle informazioni relative ai bandi UE, facilitare il reperimento di informazioni su bandi, scadenze, ecc. e costituire uno “sportello” per i soggetti esterni (italiani o stranieri) che siano alla ricerca di partner universitari per la creazione di gruppi per la partecipazione a progetti europei.

B. Servizi con necessità di larga banda
Si tratta di servizi didattici da realizzarsi attraverso l’integrazione della teledidattica (sincrona e asincrona) con un ventaglio di strumenti di didattica distribuita. I temi scelti non andranno a toccare la specificità dell’insegnamento di ciascuna facoltà, ma si orienteranno in tre direzioni di interesse comune:
- B1. Corsi di base di interesse generale Si tratta di corsi brevi su temi di base (imparare a scrivere, prendere appunti,.lingue, alfabetizzazione informatica, ecc.- vedi Allegato n.1 Documento Colorni), indirizzati soprattutto a supporto di matricole e studenti dei primi anni, in modo da facilitare il loro ingresso nel mondo universitario. Gli strumenti utilizzati potrebbero essere videolezioni, non necessariamente in tempo reale, integrate da supporti di tutoring on-line;
B2. Corsi su temi specialistici (interuniversitari) Si rivolgono a piccoli gruppi con interessi specialistici (laureandi, dottorandi, ecc.) e si valgono soprattutto di strumenti di teledidattica sincrona;
B3. Corsi di formazione rivolti a soggetti esterni all’Università A questo scopo si potrebbe attivare un canale TV dedicato, gestito da una task force interuniversitaria con un’offerta a “catalogo”, eventualmente anche a pagamento.



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