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La storia

Le origini di Milano risalgono molto probabilmente al VI sec. a.C.. Anche se nell'attuale area urbana sono state rinvenute testimonianze di insediamenti molto più antichi, la creazione di n centro abitato di una certa importanza e consistenza è da attribuirsi al Galli Insubri. Costoro, giunti nella pianura padana, guidati dal leggendario Belloveso, vinsero gli Etruschi e fondarono una città, che divenne la loro capitale.
 Nel 222 a.C., fu conquistata dai Romani, che ne tradussero il nome celtico in "Mediolanum". La città attuò vani tentativi di ribellione, alleandosi con Annibale, ma nel 194 a.C: fu riconquistata e posta definitivamente sotto il dominio romano.
L'antica capitale dei Celti Insubri fu romanizzata molto lentamente; solo nell'89 a.C. divenne colonia latina. Dal '49 a.C., divenuta "municipium civium romanorum", poté fruire di una aggiore autonomia di governo. Nel 42 a.C. fu aggregata all'Italia con tutta la Transpadana e nel 15 a.C. Augusto ne fece il capoluogo della XI regione. In età imperiale, l'importanza della città aumentò notevolmente.
Milano si trovò al centro di un rilevante sistema stradale e di intensi traffici. Il suo ruolo militare fu accresciuto dai barbari ai confini nord-occidentali dell'Impero. In età adrianea, Milano divenne "colonia imperiale" acquisendo maggiore importanza. 
Con Diocleziano (fine del III sec. d.C.), la città diventa con Treviri, Sirmio e Nicomedia, un centro della tetrarchia e residenza di uno degli imperatori, sino al 402 d.C.  
Nel frattempo la città era anche diventata uno dei centri più importanti del Cristianesimo occidentale. Nel 313, a Milano gli imperatori Costantino e Licinio, avevano emanato l'Editto di Tolleranza nei confronti del Cristianesimo. Nel 374, fu eletto plebiscitariamente, vescovo della città, Ambrogio, funzionario imperiale, che avrebbe dato un apporto fondamentale al consolidamento della nuova religione. Lasciò un segno tale, che la Chiesa milanese, divenne "Chiesa ambrosiana" e la parole ambrosiano divenne sinonimo di milanese.
Con la crisi dell'Impero, Milano perse importanza; nel 402 cessò di essere residenza imperiale e cominciò a subire le scorrerie e le distruzioni operate dalle popolazioni barbariche. Devastata dai Goti nel 538, declinò sotto la loro dominazione, finché Alboino conquistò la città nel 569, dando inizio al dominio longobardo, che durò fino al 774. I Longobardi, costituito il nuovo regno, scelsero quale capitale Pavia; Milano divenne un centro minore e si riprese solo dopo la caduta del domino Longobardo (774). Riacquistò importanza soprattutto grazie ai suoi vescovi, che durante tutto il periodo carolingio, acquistarono notevole potere politico ed economico, instaurando proficui rapporti con gli Imperatori.
Per Milano era ormai iniziato il movimento politico-sociale da cui sarebbe nato il Comune. L'evoluzione passò attraverso diverse fasi: lotte tra nobiltà maggiore e nobiltà minore, fra popolo e aristocrazia, fra clero feudale e clero riformatore. Il primo passo verso la formazione del nuovo organismo comunale fu la guerra (1042-45) in cui il popolo, guidato da un nobile, Lanzone da Corte, cacciò da Milano la grande aristocrazia feudale e la riammise solo dopo trattative.
L'autorità politica passo gradatamente dalle mani dell'Arcivescovo a quelle dei Consoli, rappresentanti delle diverse classi cittadine e deliberanti in Comune. Il Comune riconosce l'autorità dell'Imperatore, ma combatte i suoi feudatari, si emancipa progressivamente dalla tutela dell'Arcivescovo e scende in guerra contro altri comuni, come Pavia, Como (1118-27) e Lodi (distrutta nel 1111), mirando ad espandersi territorialmente ed acquisendo una supremazia politico-economica su tutte le città della Lombardia.
Quando Federico I di Svevia, detto il Barbarossa, pretese di subordinare i Comuni all'Impero, Milano si ribellò. Fu assediata e presa per fame due volte (1158 e 1162); le sue mura, le sue torri, i palazzi degli esponenti del partito antimperiale furono distrutti; gli abitanti furono cacciati dalla città e costretti a vivere per alcuni anni in quattro borgate (Nosedo, Vigentino, San Siro alla Vepra, Lambrate) ubicate fuori le mura.
Rinata alcuni anni dopo, si pose a capo del movimento di resistenza contro l'Impero, diffusosi tra i comuni padani e fu l'anima della Lega Lombarda giurata a Pontida il 7 aprile 1167 e presieduta dall'Arcivescovo milanese Galdino. La Lega vinse il Barbarossa a Legnano il 29 maggio 1176; in tale battaglia, secondo la leggenda, ebbe importanza decisiva la presenza del Carroccio.  
Con la pace di Costanza (1183) i Comuni ottennero il riconoscimento della loro autonomia. Ricostruite le mura in un più ampio giro e resi vani ulteriori tentativi imperiali di subordinazione, Milano dovette fronteggiare accese discordie tra la nobiltà e la borghesia minore divenuta più forte. 
Ciò nonostante, la città continuò ad arricchirsi, a popolarsi, a fortificarsi. Nel 1233, sorse il nuovo palazzo del Comune, detto poi della Regione, si lastricarono le strade, si collegò la città con le grandi via fluviali. Gradatamente il Comune si trasformò in Signoria; prima col reggimento temporaneo dei capi di parte popolare (dal 1250), poi in modo più accentuato con Filippo e Napo della Torre (o Torriani), che governarono a vita (sino al 1277). I nemici dei torriani, strettisi intorno ad Ottone Visconti, ebbe inizio una nuova serie di signori, che salvo il breve periodo di recupero del potere da parte di Guido della Torre (1301-11) guidarono la città fino al 1447.