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Il Castello Sforzesco

Il Castello Sforzesco di Milano è stato nei tempi una delle più vaste e belle fortezze d'Europa. Nato come postazione strategica lungo le mura della città col nome di "Castrum Portae Jovis", divenne ben presto anche residenziale: le trasformazioni che subì nel XV secolo lo resero una sontuosa dimora signorile.

All'inizio del 1600 questa era la pianta del Castello. Da qui partirono i soldati chiamati per far fronte alla rivolta del Pane, come leggiamo ne "I Promessi Sposi", poiché fra le sue mura era di stanza la guarnigione che era forte di quasi 3000 unità. Siamo nella seconda metà del XVI secolo e in quest'epoca il Castello è una delle più vaste e munite cittadelle d'Europa.
Per alimentare il fossato in acqua, erano stati costruiti dei canali, chiamati Navigli, che portavano fino a Milano le acque del Ticino e dell'Adda. Le acque di questi canali non solo circondavano il castello, ma anche tutta la cinta delle mura. I nonni ricordano ancora le acque che scorrevano in via Senato, in via Visconti di Modrone, insomma le vie che compongono appunto la Cerchia dei Navigli.

Al castello vengono apportate modifiche  fino alla fine del XVIII secolo, le sue mura a forma di stella, prima a sei poi a dodici punte. Nel 1733 sottoposto ad un lungo assedio da parte delle truppe congiunte di Luigi XV e di Carlo Emanuele III di Savoia viene preso dai francesi che se ne impadroniranno di nuovo nel 1796, anno in cui le truppe di Napoleone entrano trionfanti in città. Prima sua decisione: demolire la fortezza.
Le macerie delle mura servono a riempire i fossati; il nucleo centrale, ormai dimora senza difesa, viene prima abbandonato e poi destinato a museo. Al posto delle mura verranno costruite delle abitazioni e il castello rimarrà isolato al centro di una vastissima  piazza vuota.

Il progetto dell'Antolini viene abbandonato per mancanza di fondi; dietro al Castello si costruiscono l'Arena e l'Arco della Pace; i torrioni vengono prima abbassati dagli austriaci poi restituiti alle loro dimensioni attuali da Luca Beltrami che, sulla scorta di documenti e disegni, cerca di riportare la fortezza al suo aspetto iniziale. I danni dell'ultima guerra obbligarono il Comune, ormai proprietario del Castello, ad ulteriori rifacimenti.Attualmente il Castello ospita numerosi musei e raccolte d'arte, anche applicata, insieme alla Civica Raccolta di Stampe Bertarelli e un importante archivio fotografico.
Ci si può rendere conto della sua passata grandezza solo realizzando che dove oggi si cammina a livello di terra, era il primo piano del castello e che anche il livello stradale intorno è stato rialzato solo con l'utilizzo delle macerie provenienti dalla demolizione delle fortificazioni.