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BRERA

 
La Pinacoteca di Brera si distingue dalle raccolte delle altre città d'arte italiane per le vicende della sua formazione che ha radici nel collezionismo politico, di Stato, che è invenzione napoleonica e insieme risultato delle concezioni democratiche della rivoluzione francese.
Nata a fianco dell'Accademia di Belle Arti con finalità didattica, Brera ben presto si trasformerà in un grande e moderno museo nazionale, in cui opere di tutte le scuole pittoriche dei territori conquistati trovavano appropriata collocazione, con una destinazione pubblica, celebrativa e sociale. I primi dipinti giunsero a Brera nel 1799.A Brera, dopo i dipinti tolti da chiese e conventi della Lombardia, ne giunsero altre centinaia dai vari dipartimenti, soprattutto da quelli del Veneto, così, in breve tempo, si formò una della maggiori quadrerie d'Italia.

 Dal 1815, con la Restaurazione e dopo che vi furono restituzioni agli Stati Pontifici, la crescita della collezione continuò a ritmo ridotto ma costante. Nel 1882 la Pinacoteca, come le Gallerie di Venezia e di Bologna, fu resa autonoma e separata dall'Accademia di Belle Arti. L'ordinamento e l'allestimento diretto di Corrado Ricci (1898-1903), eminente storico dell'arte, prevedeva per la prima volta l'esposizione dei dipinti per scuole in ordine cronologico e in maniera meno affastellata.
Dal 1926 molti acquisti e doni sono stati promossi dall'Associazione Amici di Brera e dei Musei milanesi, organismo culturale e mecenatistico di nuova istituzione.
Dopo il secondo conflitto mondiale, dal 1946, incominciò la ricostruzione e il riallestimento. Il Museo, rinnovato ed inaugurato alla metà del 1950, aveva un carattere di grande e lussuoso decoro, frutto di un elaborato lavoro di restauro e di aggiornamento tecnologico.

Con gli anni Settanta inizia una serie di vicende alterne che segnano la storia recente del Museo, tra momenti di crisi e di grande apertura culturale. Dal 1989, dopo chiusure e disallestimenti dovuti al riaffacciarsi di problemi tecnici e sindacali, si è iniziato un complesso intervento di ristrutturazione e razionalizzazione degli spazi, dotati di nuovi impianti tecnologici.