I vincoli strutturali

Analizzando gli ostacoli incontrati dalla scuola negli ultimi anni nell'adozione delle nuove tecnologie si possono aggiungere alcune considerazioni: la scuola stenta a liberarsi di quell'appannaggio di "antiquato" che ancora caratterizza la sua morfologia estetica e funzionale.
Dalle parole degli insegnanti emergono alcune incompatibilità vistose tra la flessibilità che le nuove tecnologie richiedono e alcune caratteristiche strutturali tipiche della scuola; gli ostacoli sono di ordine diverso e vanno dalla inadeguatezza degli edifici che, ad esempio, non permettono un'adeguata cablatura, alle difficoltà burocratiche, alla carenza di personale esperto interno alla scuola, in grado di poter gestire i cambiamenti in questa direzione. Ne emerge il ritratto di una scuola che deve risolvere alcuni problemi strutturali di base per poter assumere in pieno una cultura tecnologica.
In non pochi casi gli insegnanti intervistati infatti offrono il ritratto di una scuola dove le apparecchiature ci sono ma sono obsolete e di difficile utilizzo. Spesso l'unico computer collegato in rete è quello che appartiene alla segreteria ed è adibito a svolgere le pratiche amministrative.
I computer che vengono assegnati alle aule informatiche frequentate dagli studenti sono a volte troppo datati e hanno software non espressamente pensati per la didattica. I programmi, spesso non aggiornati, non sono per nulla in linea con quelli, dell' "ultima ora", che i ragazzi utilizzano nel tempo libero.
I giovani, interpellati in prima persona, sentono uno scollamento tra l'uso delle tecnologie a scuola sottoposte a vincoli e a impedimenti che le rendono poco attraenti se non addirittura ostili, e la fascinazione che queste stesse producono, quando vengono utilizzate, con una spiccata intelligenza informatica, nelle ore pomeridiane a casa.
Inoltre le aule informatiche sono ancora luogo di frequentazione di pochi insegnanti esperti, che per loro particolare interesse costruiscono unità didattiche avvalendosi dei mezzi informatici con il supporto in alcuni casi di qualche collega; la maggior parte degli insegnanti, come sostiene un docente, ha una resistenza nei confronti del mezzo informatico perché non lo conosce.
In effetti, dalle opinioni raccolte sembra proprio che, oltre agli ancora numerosi impedimenti di carattere strutturale, quello di una acuta diffidenza verso le nuove tecnologie sia il più diffuso e quello sul quale occorre soffermare l'attenzione poiché sullo sfondo di questi vissuti si celano gli intrecci tra "differenti culture pedagogiche", in termini di rappresentazioni che gli operatori scolastici hanno del mandato della scuola, del suo ruolo e della sua funzione nella formazione degli allievi e più in generale nella società.