La logica del progetto ReMida21

Il progetto ReMida21 (Rete Milanese per la Didattica e l'Apprendimento del 21° secolo) nacque nel gennaio del 1999 su impulso del Comune di Milano, che intendeva lanciare un grande progetto sulle nuove tecnologie in ambito cittadino. L'orientamento espresso dal Comune era quello di concentrare gli sforzi su un settore cruciale dal punto di vista della vita sociale ed economica quale il settore scolastico.
MxM - Milano per la Multimedialità fu scelta grazie alla capacità, mostrata fin dal 1995, sia di mobilitare l'interesse dei principali soggetti milanesi (pubblici e privati) intorno al tema delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, sia di sviluppare know-how specifico su questo tema e produrre capacità progettuali e di ricerca all'avanguardia nel panorama non solo milanese ma anche nazionale.
Milano per la Multimedialità (MxM), progetto speciale nato su iniziativa dell'Associazione Interessi Metropolitani di Milano (AIM) per diffondere la cultura della multimedialità e per accelerare il decollo del mercato delle nuove tecnologie, nel corso dei suoi 6 anni di vita ha progressivamente adeguato il suo ruolo, da promotore culturale ad animatore dei principali temi di innovazione, da attivatore di progetti e sperimentazioni a facilitatore del rapporto tra domanda ed offerta. MxM ha saputo mantenere nel tempo il carattere eminentemente pre-competitivo della sua attività, anche in questi ultimi due anni di decollo del mercato dell'ICT, di crescita dell'attenzione dei media al fenomeno Internet e di diffusione degli strumenti informatici e telematici presso i vari settori dell'utenza, spostandosi progressivamente verso temi e settori dove il rapporto tra domanda ed offerta rimane problematico e ancora necessita di un ruolo intermedio di promozione, di azioni di stimolo, di una "cerniera" intelligente.

E' in questo contesto che fu affidato a MxM il compito di sviluppare l'idea di un progetto sulle tecnologie educative nella realtà milanese, analizzarne la fattibilità, impostarne il piano operativo e coordinare le attività sul campo.
La "missione" del progetto ReMida21 è stata quella di promuovere lo sviluppo delle tecnologie didattiche nel sistema educativo milanese, con particolare riferimento al mondo scolastico pubblico e privato. ReMida21 ha inteso porsi in un'ottica complementare alle iniziative già avviate sul tema sia dal Ministero della Pubblica Istruzione, in particolare il Piano di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche, sia dagli enti locali presenti sul territorio (es. la Provincia di Milano, da tempo offriva alle scuole l'hosting gratuito del loro sito). Tale complementarietà si è sviluppata su più linee di intervento, intendendo così rafforzare, e non contrastare, le esperienze pregresse delle scuole e quelle in corso.
Gli elementi che hanno caratterizzato fin dall'inizio il progetto ReMida21 sono stati quindi i seguenti:

  • il legame con il territorio: l'intervento coordinato delle amministrazioni locali (Comune di Milano, Provincia di Milano, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano) ha rappresentato una grande novità in un settore che era considerato "statale" per eccellenza (ed il PSTD stesso era stato "statale" in senso classico) ed in cui il ruolo degli enti locali era stato fino ad allora per lo più amministrativo e burocratico, e si avviava invece a diventare, con l'attuazione del federalismo amministrativo, rilevante per le scuole;
  • l'allargamento dell'intervento all'intero ciclo formativo ed alle famiglie, coprendo la più vasta "filiera" dell'education, e non la scuola intesa in senso stretto. Anche in questo caso vi era complementarietà con il PSTD, che erogava finanziamenti al solo sistema scolastico, senza alcuna "vision" integrata con università e formazione professionale. Tale allargamento si è realizzato soprattutto nei confronti della famiglia, coinvolta nei corsi "Internet per tutti", (come descritto più avanti), mentre il rapporto della scuola con università e formazione professionale è risultato ancora poco sistemico, in occasione di seminari ed iniziative sulle tecnologie didattiche rivolte alle scuole, in eventi organizzati ad hoc, in occasione dei principali eventi milanesi legati all'ICT, come SMAU - Edunet, Netd@ys, Internet Fiesta, etc.;
  • la promozione del modello d'uso delle tecnologie didattiche, non insistendo quindi tanto sull'infrastrutturazione tecnologica delle scuole, che allora era finanziata dal PSTD, quanto piuttosto sulla promozione di un più intensivo utilizzo delle dotazioni tecnologiche esistenti tramite l'attivazione di interventi di formazione e lo sviluppo di contenuti didattici in rete;
  • la partnership tra pubblico e privato, intesa soprattutto come incontro tra la domanda e l'offerta delle nuove tecnologie.

Infatti uno degli obiettivi di ReMida21 è stato quello di favorire la nascita di un vero mercato delle tecnologie didattiche, con una domanda ed un'offerta, in un settore che fino ad allora era caratterizzato dai finanziamenti vincolati e dai progetti "assistiti", cioè integralmente finanziati con fondi esterni alle scuole stesse. La trasformazione degli istituti scolastici in soggetti con personalità giuridica autonoma, la qualifica di dirigenti data ai presidi, la riorganizzazione della struttura territoriale ministeriale, nell'ottica di un maggior "federalismo", erano tutti elementi che contribuivano a segnare un momento di svolta nell'organizzazione scolastica.

Per quanto riguarda le tecnologie educative, l'avanzato stato di implementazione del PSTD ed il generale richiamo da più parti, politiche, amministrative, imprenditoriali e sociali in genere, ad una modernizzazione della scuola tramite le nuove tecnologie sembravano individuare proprio in questo tema il terreno ideale per sperimentare ed attuare il radicale cambiamento che investiva la scuola.

ReMida21 intendeva essere un ponte tra domanda ed offerta di tecnologie educative, supportando scuole ed aziende fornitrici nel comprendere le une l'evoluzione tecnologica e le altre i complessi meccanismi del sistema scolastico.

Le aziende private hanno accolto l'idea di ReMida21 in modo favorevole, in quanto vi vedevano uno strumento nuovo di approccio alle scuole, un mondo che per la maggior parte di esse era sconosciuto nei dettagli o comunque troppo complesso da poter essere affrontato con le unità interne dedicate all'"education", troppo esigue di fronte ad un mercato di oltre 10.000 clienti potenziali a livello nazionale.