Gradimento della proposta ReMida21 e percezione del suo ruolo nella scuola

Come emerge da quanto detto sopra, la diffusione di un cultura informatica nella scuola, non viene raggiunta solo attraverso un incremento e una diffusione delle competenze tecniche, per altro necessaria, ma attraverso un processo più complesso di trasformazione che impegna per un verso la scuola a riflettere sulla sua nuova identità e per l'altro verso i soggetti esterni a lei collegati che hanno necessità di comprendere il suo linguaggio e il suo mandato di agenzia formativa.
Il processo di riflessione in corso nella scuola su come integrare le nuove tecnologie con i compiti formativi a lei assegnati, ha fatto da sfondo alla percezione della proposta ReMida21, condizionandone il livello di gradimento e di comprensibilità.
Potremmo, per esigenze di chiarificazione, dire che la proposta ReMida21 non è stata colta in modo uniforme da parte di tutte le scuole intervistate ma si sono evidenziati almeno due livelli di percezione della proposta, correlati al grado di elaborazione della cultura informatica nelle singole scuole.
Un primo livello riguarda quelle scuole che hanno interpretato la proposta ReMida21 come un'iniziativa di "corso di alto profilo", volta a incrementare il livello di alfabetizzazione informatica di tutte le sue componenti (insegnanti, studenti, genitori, e personale non docente).
Queste scuole, probabilmente agli esordi di un loro percorso di riflessione sull'introduzione delle nuove tecnologie, hanno recepito le iniziative ("Internet per tutti" - "Costruiamo il sito della scuola") come percorsi a se stanti, slegati da una strategia complessiva di intervento.
Le scuole coinvolte, interessate soprattutto ai contenuti proposti e ad acquisire maggiori strumenti possibili per cominciare a muoversi in questo campo, hanno apprezzato le proposte nella loro globalità, riconoscendo che i corsi hanno avuto il merito di soddisfare esigenze a diversi livelli.
Il corso "Internet per tutti" ha avuto, a detta degli insegnanti, il merito di essere stata l'unica iniziativa in questo campo, aperta anche ai genitori.
Questo ha determinato una maggiore conoscenza e un avvicinamento tra la scuola e la famiglia che ha avuto una ricaduta positiva sull'immagine della scuola e sul vissuto dei ragazzi. Infatti, a detta degli insegnanti, l'importanza di questa proposta si è giocata anche e soprattutto nell'avere fatto conoscere ai genitori la realtà della scuola, i suoi luoghi, i suoi mezzi tecnici e dunque anche le sue potenzialità di lavoro. Spesso le famiglie conoscono solo la facciata della scuola, e difficilmente entrano nel vivo delle sue attività, avendo accessibilità ai suoi spazi e alle sue occasioni formative. In alcuni casi i genitori, incentivati dal corso, hanno sviluppato il dialogo con la scuola, avviando delle proposte in prima persona di comunicazione in rete (7).
Il corso ha permesso una prima familiarizzazione con la cultura informatica, facendo avvicinare al mezzo anche i docenti più restii, e dunque allargando le conoscenze informatiche ad un pubblico più vasto.
L'impianto del corso è stato ritenuto molto valido sia in rapporto alla gestione, fatta da personale esperto e disponibile alle richieste di approfondimento e di chiarimento, sia in rapporto all'organizzazione spazio - temporale. Sono state scelte le giornate che facilitassero la presenza dei genitori a scuola, e l'organizzazione per moduli didattici di quattro ore è parsa funzionale agli obiettivi di apprendimento. Infatti gli insegnanti dichiarano che gli aggiornamenti troppo lunghi non piacciono, perché appesantiscono il già ingente carico di lavoro; sono invece graditi moduli intensi che perseguano obiettivi circoscritti e definiti, i quali mantengono alta la motivazione e incentivano la curiosità dei docenti ad ulteriori approfondimenti. ReMida21 ha inoltre avuto il merito di rispondere alle esigenze di formazione del personale di segreteria, che, in seguito al corso, ha migliorato notevolmente le sue competenze nel campo informatico, e soprattutto ne ha compreso l'utilità anche in rapporto al buon funzionamento della scuola. Un ulteriore motivo di soddisfazione è da rintracciarsi nei tempi brevi che sono intercorsi tra la presentazione e l'attuazione dell'iniziativa. Visto l'alto gradimento della proposta, gli insegnanti hanno richiesto l'attuazione di una seconda edizione dei corsi per soddisfare l'alto numero di richieste di partecipazione.

Il corso "Costruiamo il sito della scuola" ha trovato analoghi riscontri positivi per quel che riguarda l'organizzazione e la gestione del corso. Vista la maggiore specializzazione di questa offerta in rapporto a quella trattata sopra, occorre sottolineare che il livello di gradimento è dipeso anche dalla sensibilità di ogni singola scuola ad avviare iniziative di questo taglio. Le scuole sembrano, in teoria, interessate all'apertura di canali di comunicazione di rete e questo corso ha permesso ai docenti e ai ragazzi di toccare con mano l'effettiva praticabilità di questa linea di intervento. Ancora non del tutto radicata sembra invece la mentalità che porta verso un rapporto di apertura della scuola all'esterno. Infatti poco diffusa è ancora la pratica di avviare scambi con altre scuole, e di mettere in campo iniziative di rete che incentivino la collaborazione con le istituzioni e con gli enti del territorio. Anche se non mancano segnali da parte di alcune scuole che sottolineano l'apertura di questa direzione di sviluppo, il percorso sembra ancora agli albori. Tuttavia è importante riscontrare come tutti gli intervistati abbiano mostrato curiosità e interesse verso questa possibile via di sviluppo e abbiano visto in questo corso un primo passo per intraprendere in modo concreto questa strada.
L'impianto del corso è stato valutato di grande interesse ma se n'è anche sottolineata la difficoltà oggettiva nella realizzazione: non tutti i partecipanti avevano delle pre-conoscenze nel campo informatico che permettessero di mettere a frutto il sapere tecnico che dal corso è emerso. Per questa ragione, la maggior parte degli insegnanti lo avrebbe suddiviso in due giornate di lavoro, distanziate l'una dall'altra per consentire una più efficace assimilazione dei contenuti proposti. A detta di tutti si sarebbe potuta prevedere una prima giornata dedicata all'approfondimento teorico, a cui farne seguire una di sperimentazione pratica. Alcuni insegnanti hanno richiesto anche un terzo incontro finale, aperto a tutte le scuole aderenti all'iniziativa, di confronto e di scambio sui singoli percorsi intrapresi. Inoltre, vista la complessità del progetto, essi avrebbero gradito una consulenza tecnica "in itinere" per tradurre in pratica le conoscenze apprese e pervenire anche all'effettiva realizzazione del sito della scuola. Questi suggerimenti sono già stati accolti e infatti sono stati avviati dei moduli di formazione di secondo livello per supportare le scuole a concretizzare quanto imparato e cominciare a predisporre il sito.

Questa prima fascia di scuole che hanno percepito ReMida21 come un'iniziativa di alfabetizzazione, ha espresso chiaramente scarsa disponibilità ad investire proprie risorse nella formazione, apprezzando la gratuità dei corsi ReMida21. Per questo tipo di scuole la formazione è una sorta di "atto dovuto" da parte delle stesse istituzioni che promuovono e finanziano la diffusione dell'hardware e del software. ReMida21 deve tenere conto di questo atteggiamento nella formulazione delle proposte future.

Un secondo livello di interpretazione della proposta ReMida21 proviene da quelle scuole che, più avanzate nel campo dell'informatica, hanno anche avviato da un po' di anni una riflessione intorno al ruolo della cultura delle nuove tecnologie nella scuola e al rapporto con la formazione. Sono per la più parte scuole superiori che nel Piano dell'Offerta Formativa prevedono percorsi di indirizzo specializzati nella comunicazione multimediale e che pertanto da più tempo si interrogano su come intensificare il rapporto con il mercato del lavoro per comprenderne le richieste. Esse sono chiamate direttamente in causa nell'avviare rapporti di scambio proficui con il mondo aziendale al fine di rendere più agibile il percorso degli allievi dalla scuola all'inserimento nel mondo professionale.
Queste scuole hanno avuto un ruolo più attivo nel rapporto con ReMida21, poiché sono state individuate come interlocutrici, che, per la loro maggiore esperienza nel campo della multimedialità, potessero avere una funzione di stimolo per la diffusione delle iniziative alle altre scuole.
Al di là di un riconoscimento del valore formativo delle proposte, a cui queste scuole hanno aderito con soddisfazione, emergono anche bisogni e aspettative di un ordine differente rispetto alla sola attuazione dei corsi.
Esse avrebbero voluto che la strategia ReMida21 si articolasse in una offerta di servizi orientati ad accrescere il livello della comunicazione tra scuole e tra scuola e territorio (Istituzioni e aziende). Questa strategia avrebbe dovuto orientarsi prevalentemente ad una diffusione su larga scala della cultura multimediale, compiendo un passo oltre la formazione e l'addestramento tecnico. In concreto, questo processo avrebbe potuto attuarsi valorizzando il significato dell'iniziativa ReMida21, costituendola come una vetrina di comunicazione tra scuole, sui loro rispettivi progetti e prodotti, e tra scuole e aziende come luogo in cui far convergere i reciproci bisogni. La presenza di queste due sensibilità riscontrate nel mondo della scuola va opportunamente tenuta presente nello sviluppo ulteriore del progetto ReMida21, che dovrà articolarsi in interventi a più velocità.

(7) In una scuola si è costituita, grazie all'intervento diretto dei genitori, una Commissione telematica che sovvenzionerà un progetto per la segreteria in rete.