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Autore: Franco Morganti
Tratto da: Corriere della Sera
Il: 14 novembre 2001
I milanesi che per tre anni hanno subito scavi e disagi per
la posa delle fibre ottiche cominciano a vedere i risultati: arriva
a casa loro la cosiddetta larga banda, cioè una rete molto più veloce
della normale linea telefonica, una vera e propria "autostrada dell’informazione".
Per la verità anche la linea telefonica, il tradizionale doppino,
è stato in questi anni potenziato per dargli maggiore velocità:
si tratta del cosiddetto Adsl col quale si ottengono velocità da
5 a 10 volte (nella versione più semplice) di quella telefonica.
Ma con le fibre ottiche (e più recentemente col satellite) le velocità
vanno da 10 a 1000 volte quella telefonica e i servizi a disposizione
si moltiplicano: dalla Tv interattiva, ai film su richiesta, alla
navigazione veloce su Internet, allo scarico veloce di dati e archivi,
alla videoconferenza.
La domanda non è ancora molto sollecita, forse perché non percepisce,
specie a livello di utenze private, i benefici ottenibili. In questo
periodo si stanno moltiplicando le iniziative per stimolare la domanda:
l’Anfov, un’associazione di imprese della multimedialità, ha proposto
al governo un bonus fiscale. Comunque sia, l’offerta c’è: chi vuole
può approfittarne e creare a casa il proprio teatro virtuale. Naturalmente
fra qualche anno dovremmo guardare con tenerezza a questi anni di
transizione, se i nostri ragazzi si familiarizzassero con queste
tecnologie fin dalla scuola, come sarebbe previsto dal piano d’azione
e-Europe, che dovrebbe attuarsi con il cento per cento di accesso
a Internet nelle scuole entro il 2001, non più di 15 allievi per
Pc entro il 2004, la totalità delle scuole cablate entro il 2002.
Sarebbe. Ma paradossalmente troviamo a scuola l’arretratezza
maggiore dopo che, da ultimo, il governo Amato ha tagliato il rifinanziamento
del Piano di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche (Pstd) da 1500
miliardi (su due anni) a 150. Come farà dunque la banda a moltiplicarsi
per 10 se la spesa si divide per 10?
Milano per la Multimedialità (MXM) ha preso le misure
alle scuole (statali) di Milano e provincia nell’ambito del suo
progetto ReMida21 e le ha presentate in occasione della seconda
edizione di "Fare scuola" il 13 novembre a Milano. Le scuole milanesi,
che hanno tutte almeno un Pc, con una media di 43 Pc per scuola
(contro 26 a livello nazionale, secondo dati Sirmi) e con 20 allievi
per Pc (contro 24 in Italia), vedono solo il 28% di questi Pc collegati
a Internet (dal 19% delle elementari al 35% delle superiori). Ma
la tragedia sta nel cablaggio. Per ora si parla di un’ora al giorno
di utilizzo della rete Idsn (2 volte la velocità telefonica), mentre
la larga banda non è neppure prevista. Del resto le scuole sono
poco cablate anche all’interno, se si eccettua l’aula multimediale
(quando c’è). Altro che piano e-Europe , col 100% cablato entro
il 2002! Così i ragazzi troveranno a scuola una dotazione largamente
inferiore a quella di casa e avranno una ragione in più per considerare
la scuola un inutile parcheggio.
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