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Tratto da: Il Corriere della Sera
del: 12 gennaio 2002
Autore: Paolo Foschini
Informatizzazione tra i banchi, Milano prima in Italia ma
ultima in Europa
Italia ultima in Europa per il web a s cuola? Vero. L' unica consolazione,
campanilismo a parte, è che Milano si colloca comunque al primo
posto in Italia: ogni scuola milanese, in media, possiede circa
43 computer contro i 26 scarsi delle altre scuole italiane; e nelle
scuole di Milano r isulta esserci più o meno un computer ogni venti
allievi contro il rapporto medio nazionale di uno per ogni 24.
Alla domanda se di queste cifre milanesi c' è da gioire, tuttavia,
la risposta è ancora decisamente no: i computer esistenti sono collegat
i a Internet solo in minima parte, quelli che lo sono restano per
lo più confinati in apposite "aule multimediali", gli insegnanti
continuano spesso a saperne meno degli studenti.
E se per un verso ci sono enti, come l' Associazione interessi metropo
litani, che ormai da tempo investono tempo e risorse nella formazione
e aggiornamento di scuole e docenti, d' altro canto per portarsi
a livelli anche solo "vicini" a quelli europei (un pc ogni 5 studenti,
tutti collegati a Internet) servono ancora m olti, molti più soldi,
sponsor ed energie di quanto messo in campo fino a oggi.
I dati aggiornati al 2001 sulle scuole (pubbliche, evidentemente)
di Milano rapportati alla situazione italiana ed europea sono contenuti
nel rapporto realizzato dalla so cietà "Between" per conto di "ReMida
21", progetto pilota avviato dall' Aim e da "Milano
per la multimedialità".
E la sintesi del rapporto, curata da Marco Mena, descrive una situazione
fatta di (pur poche) luci e (ancora molte) ombre. Perché da una
parte c' è la "presenza", pura e semplice, di computer negli istituti.
In questo senso la differenza tra Milano e il resto d' Italia è
evidente soprattutto alle medie (un pc ogni 18 studenti contro uno
ogni 30 a livello nazionale) e ancor più alle el ementari (un pc
ogni 34 alunni contro uno ogni 63).
D' altra parte, però, c' è il problema dell' utilizzo effettivo
di tali pc. Solo il 28% dei pc "scolastici" sono collegati a Internet,
oltre la metà delle scuole milanesi ha meno di 5 pc connessi al
la rete esterna, e solo 4 computer su dieci sono collegati tra loro
in una rete "locale", spesso limitata alle sole aule multimediali:
"Gli istituti milanesi - scrive Marco Mena nella sua sintesi - non
sono ancora all' altezza di un utilizzo condivis o delle risorse
all' interno della singola scuola".
Basta pensare allo stato ancora arretrato del cablaggio: certo a
Milano va meglio che altrove, ma i cavi a "banda larga" che servirebbero
per rendere Internet "praticabile" da un punto di vista dida ttico
sono tuttora un sogno per la maggior parte delle scuole.
Ci sono situazioni migliori di altre, ovviamente. Istituti tecnico-commerciali
a parte, dove il web è già una presenza consistente, c' è ad esempio
il caso del liceo scientifico "Volta": il cui preside, Ferdinando
Giordano, elenca le "due aule multimediali", i "computer collegati
in rete esterna e interna", il progetto (già finanziato con un budget
di 140 milioni) di arrivare "entro tre anni a un computer in rete
per ogni classe".
"I l punto fondamentale - precisa tuttavia - è quello della formazione
e aggiornamento dei docenti: insegnare a "navigare" in Internet
vuol dire insegnare, soprattutto, a non perdercisi dentro". È proprio
su questo aspetto, la formazione, che l' Aim sta puntando da tempo.
Solo nell' ultimo anno, i suoi corsi hanno coinvolto quasi ottomila
tra studenti, insegnanti e (attenzione) anche genitori. Persino
gli alunni di alcune scuole elementari, prima di Natale, hanno partecipato
al concorso via Interne t inviando i loro disegni sulla pace al
sito di ReMida 21. "La sensibilità alla questione Internet - sintetizza
Luisa Toeschi dell' Aim - è alta ovunque: ma servono più mezzi,
più sponsor, più investimenti. O le nostre scuole, anche le migliori,
rischiano di rimanere sganciate dall' Europa".
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