L'impatto pedagogico delle Nuove Tecnologie: una ricerca condotta sull'esperienza delle scuole ReMida21

Per comprendere buona parte dei risultati che saranno illustrati occorre inserirli all'interno di un preciso contesto che è quello che riguarda il rapporto tra la scuola, intesa come dispositivo pedagogico complesso, e la "cultura" informatica.
Il rapido diffondersi della nuove tecnologie negli ultimi vent'anni è andato a toccare a monte il mandato culturale della scuola.
Ma come ha reagito e come sta reagendo la scuola a questa rivoluzione informatica che ha già modificato la morfologia del paesaggio dei luoghi di lavoro e in buona parte anche dei luoghi del nostro vivere quotidiano?
Una prima impressione che testimonierebbe della profondità dell'urto e dell'impatto, sta proprio in un certo silenzio di sottofondo che la scuola ha costruito intorno a questo passaggio, e che si può verificare dalla poca visibilità del tema nel campo delle pubblicazioni scientifiche. Le nuove tecnologie, a livello profondo, mettono in discussione la strutturazione stessa delle conoscenze, rimettendo in gioco uno dei punti cardini del rapporto dell'uomo con il suo processo di formazione.

Due domande di fondo del rapporto tra la scuola e i suoi formandi si ripropongono con forza: come si conosce? Cosa si conosce? Il rapporto, mai esaurito con la conoscenza, viene a riproporsi e suscita una certa vertigine, rimettendo in discussione le certezze della coscienza umana.
Se Platone (4), di fronte alla nascita della scrittura, aveva parlato di morte della parola viva, espressiva della cultura orale, che si è consegnata all'appiattimento mortale del segno scritto, oggi una qualche altra "perdita" si scorge e fa intravedere segni di "lutto": ogni cambiamento di questa portata, ad una prima lettura, sembra portare via, eliminare, esporre ad un vissuto di sottrazione e questa paura, lunga a morire continua a permeare il vissuto di chi il cambiamento lo vive in prima persona.
Così la scuola oggi sembra essere "in una terra di mezzo" culturale in cui è chiamata a dare nuova forma ad elementi del passato e farli dialogare con un "futuro prossimo" di cui non si tracciano ancora del tutto i contorni.
In questo scenario "culturale", in cui confusione e creatività sembrano due termini irrelati, che fa da sfondo ai cambiamenti operativi e pragmatici che la scuola sta vivendo, nel suo passaggio da scuola "centralizzata" a scuola "de-centrata", si colloca questo rapporto di ricerca, che vuole tenere conto di questa complessità, consapevole del fatto che ogni tentativo "riduzionistico" sarebbe quanto meno forzato e, rischierebbe oggi di non riflettere quel ritratto chiaroscurale che sembra il motivo di maggiore interesse della relazione tra la scuola e le nuove tecnologie.
Pertanto, nel corso di tutto il rapporto si cercherà di rendere conto della relazione circolare e interattiva che sussiste tra cambiamenti operativi e filosofie di sfondo, partendo dal fatto che solo questo doppio livello di analisi riesca a tenere conto della complessità del dispositivo scuola.

 

(4) W.J. Ong, Oralità e scrittura, Il Mulino, Bologna, 1986