Considerazioni preliminari: gli obiettivi di eEurope ed il modello didattico d'uso

Gli obiettivi di eEurope prevedono sostanzialmente una scuola interamente cablata, con PC e collegamento in rete disponibile in tutte le classi tramite una rete locale/intranet, e connessione ad Internet a larga banda.

Anche un altro obiettivo proposto da eEurope/eLearning, quello di aumentare il parco di PC per la didattica fino ad arrivare ad un rapporto alunni/PC pari a 15/1-5/1, ha un impatto notevole sulla configurazione tecnologica ed anche sul modello didattico, come si vedrà nel paragrafo successivo con il caso concreto applicato alla scuola italiana.

E' evidente peraltro che alla base della configurazione tecnologica ci deve essere un modello didattico di utilizzo delle tecnologie e che il modello tecnologico scelto deve rispecchiare il modello didattico, che ogni scuola deve implementare. Estremizzando, due modelli considerati "antitetici" sono quelli del PC in classe e quello dell'aula multimediale, che però non vanno visti come modelli assolutamente alternativi. L'adozione di un modello piuttosto che di un altro varia da scuola a scuola. Ad esempio, nella scuola elementare il PC in classe viene visto con maggior favore, in quanto il lavoro in piccoli gruppi viene preferito all'autoapprendimento rispetto alla scuola media, dove, anche per motivi storici, esiste già da molti anni l'aula informatica, ed ancor più rispetto alla scuola superiore, dove si preferisce il modello dell'aula multimediale a causa della maggior pratica dell'autoapprendimento, della maggior frammentazione delle materie che rende difficile sviluppare il lavoro di gruppo in classe e del timore di un utilizzo improprio e non controllato dei PC da parte dei ragazzi.
La configurazione tecnologica derivante dagli obiettivi eEurope sembra peraltro essere alla base delle azioni previste dal Piano per il "capitale umano" del governo del giugno 2000, e è consigliata anche nel documento del Ministero della Pubblica Istruzione sulla riforma dei cicli (31).
La configurazione tecnologica proposta (PC nelle aule) presuppone una modifica anche del modello d'uso, che oggi privilegia il portare la classe nell'aula multimediale. Viceversa, portare il PC e l'accesso alla rete in tutte le classi rappresenta l'elemento più dirompente, almeno nella realtà italiana, dove le scuole che hanno fino ad ora scelto questa configurazione sono pochissime (circa il 2%, vedi cap. 6). Del resto non appare essere un problema solo di scarsa dotazione di PC e quindi di risorse economiche da dedicare a questo scopo, visto che nelle scuole superiori (dove il rapporto tra alunni e PC non è così distante dagli obiettivi di eEurope, essendo pari a 13,8, dati Sirmi 2000) il PC in classe non è presente al pari delle scuole medie ed elementari che hanno molti meno PC. Nel caso delle scuole superiori si tratterebbe pertanto, almeno in parte, di una riallocazione dei PC all'interno della scuola.
Il PC in classe, invece, presuppone modalità di utilizzo diverse (ma non necessariamente alternative né tra loro, né con l'aula multimediale):

  • l'accesso alle risorse in rete da parte del docente, che le avrebbe così a disposizione sia per usi didattici (lezione "multimediale") che per usi amministrativi (registri, ecc.); questo modello, in particolare per usi didattici, presuppone la disponibilità di un video proiettore nella classe (che può essere fisso o mobile a seconda dell'intensità di utilizzo) e di un PC per il docente, che può essere una postazione PC desktop generica in dotazione della classe (in certo modo delle "cattedra") o un PC portatile, che i docenti porterebbero con sé come fanno oggi con i libri di testo ed i registri; quest'ultima ipotesi, peraltro in linea con un altro degli obiettivi di eEurope, ha evidentemente impatti sui costi assai maggiori (in quanto i docenti sono molto più numerosi delle classi ed i portatili costano più dei desktop);
  • l'accesso alle risorse in rete da parte degli studenti, a piccoli gruppi in quanto ad oggi è pensabile avere non più di 3-4 PC in classe; in realtà basterebbe in generale uno o due PC per ogni classe per raggiungere gli standard in termini di numero di allievi per PC; del resto, infine, la "vision" qualche volta in passato prospettata (32) arriva addirittura al banco "a due piazze" (una "piazza" tradizionale ed una multimediale), con un rapporto quindi 1/1.

Nel caso del PC in classe, la rete è pensata come risorsa didattica a disposizione immediata della classe (docente o studenti che sia), senza dover passare dall'aula multimediale, che ha un utilizzo più formale e strutturato, dovendo essere pianificato dal punto di vista sia organizzativo-logistico che didattico (trattandosi di lezioni in autoapprendimento, eventualmente mediate dal docente tramite la sua postazione master, esse vanno opportunamente progettate).

L'universo di riferimento

L'universo delle scuole statali e non statali in Italia

Scuole in Italia (istituti principali)
Elementari
Medie Inferiori
Medie Superiori
Istituti Comprensivi
TOTALE
Scuole Statali
2.781
1.788
3.407
3.341
11.317
Scuole non statali
1.874
722
1.665
4.261

Descrizione delle variabili delle scuole statali e non statali in Italia

Scuole statali
Elementari
Medie Inferiori
Medie Superiori
TOTALE
N° sedi
16.654
8.695
6.883
32.232
N° alunni
2.554.007
1.692.484
2.435.698
6.682.189
N° docenti
253.857
175.605
231.309
660.771
N° classi
139.992
80.802
110.230
331.024
Alunni/classe
18,2
20,9
22,1
20,2
 
Scuole non statali
Elementari
Medie Inferiori
Medie Superiori
TOTALE
N° sedi
2.463
791
1.765
5.019
N° alunni
245.611
30.573
193.837
470.021
N° docenti
36.466
20.335
64.173
120.974
N° classi
16.554
4.713
11.796
33.063
Alunni/classe
14,8
6,5
16,4
14,2
 
Totale scuole statali + scuole non statali
Elementari
Medie Inferiori
Medie Superiori
TOTALE
N° sedi
19.117
9.486
8.648
37.251
N° alunni
2.799.618
1.723.057
2.629.535
7.152.210
N° docenti
290.323
195.940
295.482
781.745
N° classi
156.546
85.515
122.026
364.087

Fonte: Censis 98-99; 00-01, Istat 98-99; MPI 2001, Sole 24Ore 17/04/01

Va qui sottolineato come la costituzione degli istituti comprensivi, ottenuti accorpando scuole elementari e medie (oltre che materne), in seguito al dimensionamento ottimale e nell'ottica della riforma dei cicli, sia troppo recente per avere dati aggiornati su tutte le variabili considerate, la maggior parte delle quali risultano ancora suddivise nella classica ripartizione "elementari-medie-superiori".

 

 

(31) Programma Quinquennale di progressiva attuazione della Legge 30/2000 di Riordino dei Cicli dell'Istruzione, www.istruzione.it.
(32) Ad es. dal Ministro Berlinguer in occasione di alcune interviste di presentazione del PSTD 1997-2000.
(33) Gli istituti comprensivi non statali vengono ancora classificati secondo tale dicitura.