| Conclusioni
L'introduzione delle nuove Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione nella scuola italiana deve essere accelerata, come più volte indicato sia dalla Commissione Europea tramite il piano eEurope, sia dal governo e dalle parti sociali in Italia. Gli obiettivi posti da eEurope sembrano però eccessivamente ambiziosi, soprattutto riguardo alla cablatura di tutte le scuole. Gli investimenti necessari ammontano ad una cifra che oscilla tra 1 miliardo e 1 miliardo e mezzo di Euro circa (grosso modo tra 2.000 e 3.000 miliardi di lire), a seconda del tipo di configurazione scelta, e per una spesa triennale, includendo anche i costi di gestione, tra i 3.000 ed i 4.000 miliardi. Si tratta di cifre considerevoli se paragonate ai budget scolastici, soprattutto in considerazione della scarsa cultura della rete esistente nelle scuole. L'investimento
del governo italiano nell'infrastrutturazione tecnologica delle
scuole ha fino ad ora riguardato (quasi 1.000 miliardi nel passato triennio
1997-2000 con il Piano di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche)
l'ammodernamento e l'adeguamento del parco PC, privilegiando il modello
dell'aula multimediale rispetto alla distribuzione di PC nelle classi,
che rappresenta il nuovo modello d'uso delle tecnologie nella scuola,
fortemente consigliato sia dai documenti ministeriali sulla riforma dei
cicli, sia dal piano eEurope. L'aumentata dotazione di PC (peraltro non
ancora adeguata agli standard europei), non è stata accompagnata
dalla connessione dei PC stessi alla rete locale e a Internet, PC che
rimangono in prevalenza stand-alone. Le reti locali esistenti sono spesso
inadeguate, e comunque quasi sempre limitate alla sola aula multimediale.
Il cablaggio degli edifici scolastici è una realtà molto
rara (si stima che sia presente nel solo 2% delle scuole). E'
evidente che, se le scuole non danno priorità alla loro infrastrutturazione
in termini sia di rete interna che di accesso distribuito ad Internet,
occorre lanciare una iniziativa di adeguamento a livello nazionale.
Per quanto riguarda la formazione dei docenti, occorre trovare meccanismi di incentivazione per le scuole, oppure stimolare le Regioni a ricorrere ai fondi FSE per la loro formazione, oppure ancora stimolare le imprese ad organizzare corsi - stage riservati a docenti. A questo proposito si ricorda che le azioni di formazione devono avvenire su più livelli ed essere coordinate al fine di assicurare uno sviluppo omogeneo delle competenze del corpo docente all'interno della scuola. Infatti le esigenze di formazione sono molteplici:
Infine, occorre considerare che l'esigenza di avere il collegamento delle scuole a larga banda, necessario per collegare ad Internet 20-50 PC per sede scolastica, porterà, in assenza di soluzioni alternative alle attuali, ad un forte digital divide tra le scuole; infatti sono oltre 6.900 i Comuni con almeno una sede scolastica, mentre l'ADSL arriverà nei prossimi due anni in non più di 600 città, e la connessione in fibra ottica verrà offerta solo nei principali capoluoghi di Regione e di qualche Provincia. Questo problema dovrà essere affrontato favorendo la diffusione di soluzioni articolate che stimoli anche il ricorso a interventi di minor costo, tra i quali si ricorda, ad esempio, la connessione via satellite. ReMida21, con la consulenza di Between e con l'esperienza operativa della task force tecnica e dei gruppi di alfabetizzazione, ha voluto misurare sul campo e quantificare l'investimento da realizzare, proprio per fornire ai decisori del mondo della scuola e a tutti i soggetti interessati una percezione vera dello sforzo necessario, ed il rischio di accentuazione delle differenze tra le scuole e tra i territori (digital divide). Per
questo motivo ReMida21 consiglia ai responsabili del settore scolastico
a livello regionale, provinciale o di singola città di svolgere
un'indagine sullo stato della dotazione tecnologica delle scuole e di
monitorare il fenomeno, così come fatto a Milano e provincia. Infatti,
nonostante si sia qui auspicato un intervento a livello nazionale, non
va dimenticato che l'approccio vincente dal punto di vista operativo è
sempre quello bottom-up, che parte cioè dalle caratteristiche e
dalle esigenze vere delle scuole e del territorio dove esse sono collocate.
Come ReMida21 ha fin qui dimostrato, vincendo anche il 1° premio
per la categoria non profit dell'e-Business Award, promosso da
IBM, Assolombarda, Il Sole 24 ore e Sviluppo Italia.
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