La scuola dell'autonomia ed i cambiamenti organizzativi

La considerazione delle scuole come soggetto di mercato (clienti) è strettamente legata alla trasformazione del sistema scolastico verso l'autonomia. Tale cambiamento avrebbe dovuto introdurre, accanto ad una più ampia discrezionalità nell'uso delle risorse finanziarie (nell'ottica del budget), una nuova capacità decisionale, in grado di cogliere le esigenze che vengono dagli studenti, dalle famiglie e più in generale dal territorio, e modificare così l'offerta formativa per venire incontro a tali bisogni.

Sebbene non sia l'unico emergente, il tema dell'introduzione delle nuove tecnologie nella didattica è senz'altro uno dei più rilevanti negli ultimi anni, ed anzi è divenuto assai stringente con lo sviluppo della New Economy ed il relativo "skill shortage" che ne sembra derivare, secondo quanto riferito dalla maggior parte degli istituti di ricerca.

Inoltre il Ministero dell'Istruzione ha avviato con il PSTD un'operazione massiccia di infrastrutturazione tecnologica di tutte le scuole, al fine di ridurre il divario con le scuole degli altri paesi, soprattutto europei. Ciò avrebbe dovuto far nascere una nuova sensibilità all'innovazione didattica ed incrementare l'utilizzo delle nuove tecnologie nelle scuole.
I fondi del PSTD, sebbene spesi in autonomia dalle scuole, facevano riferimento ad un budget stanziato ad hoc dal Ministero. L'autonomia decisionale delle scuole era quindi limitata a come spendere i fondi ricevuti, e non a quanto spendere (decisione di gran lunga più difficile).
Il PSTD, nelle intenzioni del Ministero, avrebbe inoltre dovuto essere un primo step per acculturare tutte le scuole alle tecnologie didattiche, innalzandone il livello medio di competenze e sensibilità, ed essere un punto di partenza per un processo graduale e continuo di ammodernamento del parco tecnologico delle scuole.

Conseguentemente, ad un mercato comunque indotto dall'alto (il Ministero) sarebbe dovuto seguire un mercato vero e proprio, con una domanda ormai formata e quindi consapevole, capace di allocare i fondi propri alle varie destinazioni, ed in grado, avendo colto la valenza positiva delle nuove tecnologie, di destinare quote crescenti dei propri fondi in relazione alle diverse esigenze locali.

Tuttavia ciò non è avvenuto se non marginalmente, e per diversi fattori qui di seguito descritti. Gli elementi fondamentali di questo ritardato cambiamento possono essere individuati nella:

  • resistenza al cambiamento nei meccanismi decisionali all'interno delle scuole;
  • carenza ed indeterminatezza delle figure professionali dedicate alle tecnologie nelle scuole;
  • difficoltà di approccio dall'esterno alle scuole, da parte sia direttamente dei fornitori di tecnologie, sia di agenzie di supporto alle scuole.